Art. 3 | Influenze e rammarichi

Certo che le persone, soprattutto i genitori, influenzano chi siamo e come ci comportiamo.

Ma resta tutto qua? Cioè siamo impostati o pre-impostati e dunque la barca la lasci andare?

Eh no. No no no no.

Diciamo che abbiamo un’ottima base (capacità cognitive, educazione, istruzione, visione) per poter agire. L’azione porta al compimento, di qualsiasi cosa. Lavoro, relazioni, viaggi, idee.

Bello pensare “voglio diventare ricco” ma se non alzi il culo (e spoiler sano e crudo: si, per diventare ricchi bisogna farsi il culo) e incominci a concretizzare, i soldi non arrivano.

Ma tutto il malessere che portiamo dentro, a che ci serve? Ce lo hanno appioppato o è una cosa che abbiamo creato noi?

Indipendentemente dalla provenienza, abbiamo il potere e la responsabilità di fare azione: non ti piace un vestito, non vuoi andare al bar, vorresti una relazione migliore, vuoi cambiare, c’è il cane da portare fuori, … Tutto, dico proprio TUTTO, dipende SOLAMENTE da noi.

Facile dire “Eh, ma mio padre quando ero in fasce …” o “Il mio capo è un coglione”: quando si ragiona con l'esternalità, la responsabilità viene sempre attribuita ad altri, che per carità sono fatti veri e ti hanno ferito/a, ma tu ci puoi sempre fare qualcosa o applicare una soluzione.

Sta frase l’avrai già sentita e ti viene il vomito a rileggerla: il passato resta nel passato.

E grazie al cazzo no?!? Ma dentro c’è una grandissima verità, forse l’unica per lasciarlo andare: è andato, non ci si può fare niente.

Ma i miei traumi? I tuoi traumi te li devi risolvere se vuoi stare bene. Si chiama responsabilità verso di te e la vita che ti hanno donato.

I genitori fanno i figli, e i figli non sono di loro proprietà. Ti va bene quando vuoi uscire, ma prendere in mano la tua cazzo di vita fa troppo male ed è troppo pesante, vero?

Tutte queste cose ti devono dare la carica, non abbatterti! Io sono qui perché ci sono già passata, e non ha idea di come ci si sente dopo che accetti i fatti e i traumi e li lasci stare dove sono, cioè nel passato. Li guardi, guardi chi li ha provocati, cerchi di capire il loro passato e poi perdoni senza sforzo, perché hai capito. Non li giustifichi. Li comprendi. Perché vedi che anche loro si stavano solo proteggendo.

E allora le influenze smettono di essere una scusa. E i rammarichi smettono di mangiarti vivo/a.

Restano come esperienza. Come consapevolezza.

E non c’è niente di più sacro che comprendere gli altri senza continuare a sacrificare se stessi.

Il mio rammarico è che tutto questo non l'ho capito prima...

 

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